Questa è una breve sintesi della serata di ieri al The Place, che vi racconterò poi con dovizia di particolari non appena le foto saranno state sviluppate (ebbene sì, lavoro ancora in "analogico"!).
E' stata un concerto bellissimo, per moltissime ragioni:
- i ragazzi (Massimiliano, Daniele, Marco, Toto) erano ispirati, e si è sentito;
- c'è stata la sorpesa (annunciata) di Lucio Amanti sul palco, un violoncellista che ha duettato con Massimiliano Gagliardi in alcuni pezzi. Bello, bello, bellissimo!
- c'è stata la sorpresa NON annunciata di un Peppino Gagliardi che, inforcata la fisarmonica, è salito sul palco, in un turbinio di applausi, e con Massimiliano al piano (cui si è poi aggiunto Lucio Amanti) ha reinterpretato alcuni brani. Roba da "pelle d'oca" e da brividi lungo la schiena.
Ma tutto questo è stato il degno "condimento" ad una serata dai ritmi effervescenti, piena di energia che dal palco del The Place è scesa sul pubblico coinvolgendolo.
Massimiliano Gagliardi si è confermato il solito mattatore, sul palco ci sta bene, si diverte, diverte il pubblico e lo affascina con le sue canzoni; definirlo un cantante "pop" è oramai chiaramente riduttivo, chiamarlo cantautore (cosa che, in termini letterari, è!, visto che scirve testi musica e arrangiamenti di tutti i suoi brani) significherebbe relegarlo in una nicchia che potrebbe andargli stretta; è un musicista completo, con una dotazione tecnica completa che gli permette di trasformare perfettamente in musica e parole le emozioni, i sogni, le fiabe e i racconti che inventa.
Per i dettagli, e le foto, l'appuntamento è a lunedì!

1 commenti:
A ogni concerto Massimiliano migliora, è sempre più bravo. Questi live gli fanno bene, e fanno bene a noi, suo pubblico, che ogni volta restiamo coinvolti senza via d'uscita.
I ragazzi che lo accompagnano, seppur giovanissimi, sono dei professionisti di alto livello, ben affiatati. E questo dà come risultato l'alta qualita dello show. Certo, l'altra sera, quelle due chicche chiamate Lucio Amanti e Peppino Gagliardi sono state motivo di ulteriori emozioni.
Di tutto il concerto, o forse è meglio definirlo spettacolo, quello che più mi ha colpito è stato il rifacimento di "Dove sta Zaza". Ci vuole coraggio a misurarsi con un pezzo storico come quello, che porta a fare paragoni. E il coraggio di Massi si è tramutato in un arrangiamento spettacolare per un'esibizione spettacolare.
E che dire di "Tram 27" nel bis? Ormai è la mia preferita. Il Massi acustico è l'altra faccia di una medaglia preziosa assai (per dirla alla napoletana.
ps: leggete la recensione che Marco Fracassa ha fatto sul suo blog www.marcofracassa.splinder.com
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